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GUSTO

Milano capitale italiana dei cocktail bar

Milano si conferma capitale italiana del bere miscelato: nella classifica Europe’s 50 Best Bars 2026 entrano quattro indirizzi cittadini, da Moebius a Camparino in Galleria, passando per 1930 e Rita. Un risultato che racconta una città sempre più centrale nella scena europea del cocktail d’autore, tra creatività, aperitivo e ospitalità contemporanea

DI MARCO TORCASIO

05 July 2026

La presenza di quattro cocktail bar milanesi nella celebre classifica Europe’s 50 Best Bars 2026 racconta una trasformazione ormai consolidata. Milano non è più soltanto la città dell’aperitivo classico o della nightlife, ma un laboratorio in cui convivono format diversi, dal bar storico allo speakeasy, dal locale gastronomico al cocktail bar di quartiere.

Il successo milanese nella classifica europea conferma che la “Milano da bere” non è più soltanto un’immagine del passato, ma una formula che continua a rinnovarsi. Oggi significa ricerca, qualità, contaminazione gastronomica, design dell’esperienza e una nuova attenzione al servizio. Dal 6° posto di Moebius Milano al riconoscimento di Rita, passando per l’eleganza senza tempo di Camparino in Galleria e il fascino riservato di 1930, la classifica restituisce il profilo di una città che sa trasformare il cocktail in racconto culturale. Milano non segue semplicemente le tendenze del bere internazionale: sempre più spesso contribuisce a definirle.

Moebius Milano è il miglior bar italiano in classifica

Il risultato più importante per Milano arriva da Moebius Milano, che conquista il 6° posto nella classifica Europe’s 50 Best Bars 2026 e si afferma come miglior bar italiano dell’anno. Un piazzamento che conferma la forza di un progetto nato nel 2019 da Lorenzo Querci e cresciuto come uno degli indirizzi più trasversali della città: non un semplice cocktail bar, ma un luogo in cui miscelazione, cucina, musica, design e ospitalità convivono dentro un ex magazzino tessile trasformato in uno spazio contemporaneo e fluido.

La sua identità si muove tra ricerca gastronomica e cultura urbana. Al centro c’è il cocktail bar guidato da Giovanni Allario, dove il lavoro sulla miscelazione dialoga con le tecniche di cucina e con una proposta stagionale che rilegge i classici italiani in chiave personale. È qui che nascono drink diventati rappresentativi del locale, come il Pesto Martini, con vodka, aceto balsamico bianco e pesto fatto in casa, il Peach Vodka Soda, con pesca, basilico e bollicine, e il Seed Negroni, interpretazione più cremosa e materica costruita intorno ai semi di zucca.

Il 6° posto europeo arriva quindi come conferma di un percorso già osservato da vicino dal circuito internazionale dei best bar. Moebius non funziona solo per la qualità dei drink, ma per la capacità di trasformare la serata in un’esperienza completa: si passa dal bancone al bistrot, dalla cucina alla musica, dal design post-industriale a un’idea di ospitalità calda e metropolitana. In questo equilibrio tra sperimentazione e immediatezza, Moebius racconta una Milano contemporanea, capace di essere sofisticata senza diventare distante.

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Camparino in Galleria, l’icona dell’aperitivo milanese nella top europea

Tra i nomi milanesi più significativi della classifica c’è Camparino in Galleria, al 18° posto in Europe’s 50 Best Bars 2026. Un risultato che conferma la centralità internazionale di uno degli indirizzi più simbolici di Milano, fondato nel 1915 in Galleria Vittorio Emanuele II da Davide Campari e ancora oggi percepito come uno dei luoghi in cui l’aperitivo milanese trova la sua espressione più riconoscibile.

A guidarne la visione contemporanea è Tommaso Cecca, Global Head of Camparino Licensing & Mixology, che interpreta Camparino come un ponte tra storia, ospitalità e ricerca. Il riconoscimento nella classifica europea arriva infatti in un momento in cui il locale continua a lavorare sulla propria identità con una prospettiva attuale: non solo memoria del bere milanese, ma laboratorio di mixology capace di parlare a un pubblico internazionale.

La forza di Camparino sta proprio in questo equilibrio tra patrimonio e presente. Da un lato c’è il legame con Campari, con la Galleria e con oltre un secolo di cultura dell’aperitivo; dall’altro una drink list che guarda alla contemporaneità, come dimostra il lavoro su creazioni pensate per raccontare le diverse epoche del locale, dal Campari Selz al più recente Cask Finished Compadre, cocktail che mette in dialogo Campari, mezcal, liquore al chinotto, vermouth rosso ed essenza di bergamotto. In questa tensione tra rito milanese e sguardo globale, il 18° posto nella Top 50 europea non suona come un omaggio alla storia, ma come la conferma di una presenza viva nella scena dei best bar.

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Foto di Melania Dalle Grave, DSL Studio

1930 Milano, lo speakeasy che trasforma la cucina italiana in cocktail

Al 22° posto di Europe’s 50 Best Bars 2026 si trova 1930, indirizzo culto della scena cocktail milanese e tra gli speakeasy italiani più riconosciuti a livello internazionale. La sua presenza nella classifica europea conferma il fascino di un locale che continua a giocare sulla discrezione, sull’accesso riservato e su un’idea di ospitalità sospesa tra club privato, racconto e sperimentazione.

Oggi 1930 accoglie gli ospiti in zona Colonne di San Lorenzo, nel basement di Mag La Pusterla, mantenendo intatta quell’aura clandestina che ne ha costruito il mito. Le volte in mattoni, le luci basse e l’atmosfera da Proibizionismo restano parte essenziale dell’esperienza, ma il cuore del progetto è sempre più contemporaneo. Sotto la supervisione di Benjamin Cavagna, co-owner e head bartender, il bar lavora su una miscelazione che supera il semplice omaggio ai classici e porta il cocktail dentro un immaginario gastronomico tutto italiano.

La nuova identità della drink list si muove infatti sul confine tra cucina e bar. Il menu 1930 à la carte è costruito come una carta da ristorante, dagli antipasti al dessert, e trasforma piatti riconoscibili in drink d’autore. Tra gli esempi più emblematici ci sono Tortellini in Brodo, rilettura del Boulevardier con whiskey infuso alla noce moscata e servito in brodo caldo di pollo, e Parmigiano Colada, variazione della Piña Colada con foam al Parmigiano, olio al tartufo e pepe. È questa capacità di rendere liquida la memoria gastronomica italiana a fare di 1930 uno dei luoghi più originali della Milano da bere contemporanea.

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Rita Cocktails porta i Navigli nella classifica dei migliori bar d’Europa

A completare la presenza milanese nella Top 50 c’è Rita Cocktails, al 49° posto, riconoscimento che arriva a pochi mesi dal suo venticinquesimo compleanno. Fondato nel 2002 da Edoardo Nono in via Fumagalli, a due passi dal Naviglio Grande, e oggi portato avanti insieme a Chiara Buzzi, il Rita è uno degli indirizzi che hanno contribuito a costruire la cultura del cocktail a Milano, ben prima che la mixology diventasse una parola familiare anche fuori dal settore.

La sua forza è sempre stata quella di tenere insieme anima di quartiere e ambizione internazionale. Il Rita non è un locale costruito sull’effetto novità, ma su una fedeltà quasi artigianale al banco, alla qualità delle materie prime, ai succhi freschi, alle preparazioni home made e a un’idea di ospitalità diretta, calda, metropolitana. Tra i drink rappresentativi c’è il Gin Zen, creato da Edoardo Nono nel 1998, un pestato ormai iconico con gin, zenzero, lime cordial, soda e ghiaccio tritato. Accanto a lui, la drink list racconta anche una predilezione per i grandi classici reinterpretati, dal Negroni di casa Sou Ellen al Libanse Jacket, twist sul Bourbon Sour con whisky infuso al Lapsang Souchong, yuzu, zenzero e limone.

Il riconoscimento europeo premia quindi un modello di bar profondamente milanese, capace di unire qualità, convivialità e continuità. Rita Cocktails ha accompagnato l’evoluzione del bere miscelato in città mantenendo una forte identità urbana e una relazione autentica con il pubblico: un luogo vissuto, riconoscibile, che porta nella classifica internazionale non solo un cocktail bar, ma un pezzo della cultura dei Navigli.

europe 50 best bar milano, moebius, Rita_RAULCOLOMBI

Foto di Raul Colombi

Indirizzi

Moebius Milano
Via Alfredo Cappellini 25, Milano

Camparino in Galleria
Galleria Vittorio Emanuele II, Milano

1930
Via Edmondo de Amicis 22, Milano

Rita Cocktails
Via Angelo Fumagalli 1, Milano

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