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GUSTO

Sette cocktail per leggere l’estate

Dal piccante al rosé, passando per gin botanici, spritz, Paloma e rituali dell’aperitivo: l’estate della mixology si legge in cocktail freschi ma sempre più identitari, capaci di unire semplicità, racconto e carattere nel bicchiere. Dalla vodka spicy al rum rosé: una mappa del gusto contemporaneo

DI MARCO TORCASIO

19 June 2026

C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui l’estate nel bicchiere significava quasi sempre una sola cosa: freschezza. Ghiaccio, bollicine, agrumi, magari un colore brillante e una beva agile. Oggi, però, la grammatica dei cocktail estivi sembra essersi fatta più ricca. La freschezza resta, ma non basta più. Si accompagna al piccante, alla botanica, alla frutta, alle note floreali, alla salinità, ai rituali dell’aperitivo e persino al rosé, colore che dalla wine culture entra sempre più spesso anche nell’immaginario degli spirits.

La mixology della bella stagione non si limita più a dissetare: racconta. Racconta luoghi, ingredienti, abitudini sociali e nuove curiosità di consumo. Dal ritorno della Paloma alla voglia di cocktail spicy, dal gin tonic sempre più botanico allo spritz che continua a essere il linguaggio universale dell’aperitivo italiano, ecco sette modi per leggere l’estate attraverso altrettanti drink.

Absolut Tabasco, quando la vodka si “accende”

Il piccante è una delle parole chiave del bere contemporaneo. Non più soltanto nel Margarita con jalapeño o nei twist del Bloody Mary, ma anche in prodotti nati per portare la spezia direttamente dentro il distillato. È il caso di Absolut Tabasco, incontro tra la vodka svedese e l’universo aromatico della celebre salsa americana, costruito attorno a un’idea semplice e molto estiva: dare calore a ciò che, per definizione, nasce freddo.

Il risultato è una vodka dal profilo morbido, ma attraversata da una nota speziata progressiva. Più che puntare sull’effetto shock, lavora su un calore che arriva sorso dopo sorso e che trova nella miscelazione un terreno naturale. Il riferimento più immediato sarebbe il Bloody Mary, dove il piccante è parte della ricetta classica. Ma per l’estate il serve più interessante è la Spicy Lemonade: Absolut Tabasco, limonata, ghiaccio, bordo speziato e una guarnizione di limone e peperoncino.

È un drink diretto, quasi pop, che intercetta due desideri molto attuali: la semplicità di preparazione e la voglia di sapori più decisi. La limonata addolcisce e allunga, il peperoncino accende, il bordo Cajun sposta il cocktail verso un territorio più gastronomico. Perfetto per chi cerca un long drink facile, ma non prevedibile.

cocktail estate 2026, absolut tabasco

Citadelle Jardin d’Été, il gin come giardino aromatico

Se il piccante racconta l’estate più audace, Citadelle Jardin d’Été ne interpreta invece il lato più luminoso e botanico. Il nome dice già molto: un giardino d’estate, con i suoi profumi di agrumi, frutta matura, fiori e spezie leggere. Questo gin firmato Maison Ferrand nasce come omaggio ai giardini estivi e si ispira al giardino botanico di Château de Bonbonnet, dimora della famiglia Ferrand.

Nel profilo aromatico spiccano limone, yuzu, scorza d’arancia e melone charentais, insieme alle botaniche classiche del gin Citadelle. È un distillato pensato per chi ama i gin tonic freschi ma non neutri, dove la parte agrumata dialoga con una dolcezza fruttata appena accennata e con una componente floreale elegante.

Il perfect serve è volutamente essenziale: Gin & Tonic con zest di limone. Una scelta che funziona perché non sovraccarica il bicchiere. Il gin porta già con sé il racconto della stagione; la tonica ne allunga la freschezza, la scorza di limone ne amplifica il lato più brillante. In un’estate in cui molti drink cercano effetti speciali, Jardin d’Été ricorda che anche un grande classico può diventare contemporaneo se ha un’identità aromatica chiara.

cocktail estate 2026, Citadelle-Gin-Jardin-dete

Another Hendrick’s, cacao e fiore d’arancio, il gin cambia volto

Hendrick’s è stato uno dei brand che più hanno contribuito a rendere il gin un distillato narrativo, riconoscibile non solo per il gusto ma per un intero immaginario. Con Another Hendrick’s, la storia si sdoppia. Non una limited edition, ma una nuova release permanente che affianca l’Original con una personalità diversa: al posto della coppia iconica rosa-cetriolo, arrivano cacao e fiore d’arancio.

Il punto interessante è che il cacao non viene trattato come un riferimento al cioccolato, ma come botanica: una nota più profonda, vellutata, leggermente fruttata, capace di dare struttura senza appesantire. Il fiore d’arancio, invece, porta freschezza, delicatezza agrumata e una dimensione più luminosa. Ne nasce un gin meno vegetale e più rotondo, che sembra pensato per cocktail estivi dal carattere morbido, ma non dolce.

Il serve più coerente con questa direzione è l’Another Hendrick’s Spritz, preparato con Another Hendrick’s Gin, succo di mela, prosecco, soda e un tocco di liquore alla ciliegia, guarnito con cetriolo, ciliegia da cocktail e scorza di limone. È uno spritz laterale, quasi un ponte tra l’aperitivo classico e una miscelazione più aromatica. La mela e il prosecco danno leggerezza, la ciliegia introduce una sfumatura rosata, mentre cacao e fiore d’arancio mantengono il drink in equilibrio tra profondità e freschezza.

cocktail estate 2026, Hendricks Another

Martin Miller’s Gin Berjamór, il lusso della semplicità

Non tutte le tendenze passano dalla complessità. La contemporaneità guarda con interesse alla sottrazione. Berjamór, il nuovo perfect serve di Martin Miller’s Gin, va in questa direzione: un Gin Tonic essenziale con Martin Miller’s Gin Original, premium tonic water, ghiaccio e mirtilli freschi. Pochi elementi, scelti con coerenza.

Il nome nasce dall’unione di due parole islandesi legate all’idea di bacca e brughiera, e richiama la tradizione della raccolta dei frutti rossi nei paesaggi del Nord. È un dettaglio narrativo, certo, ma anche gustativo: i mirtilli aggiungono una sfumatura acidula e dolce senza coprire il profilo del gin. Il risultato è un drink pulito, elegante, con un’estetica immediatamente estiva ma non urlata.

Alla base c’è Martin Miller’s Gin Original, London Dry dal profilo nitido, costruito sull’equilibrio tra ginepro e note agrumate e completato dalla miscelazione con acqua di sorgente islandese. Berjamór valorizza proprio questa idea di purezza: il gin tonic non diventa un cocktail “scarico”, ma un rito minimale. Un bicchiere alto o balloon colmo di ghiaccio, gin, tonica premium, una mescolata delicata e mirtilli freschi a chiudere. È il drink per chi cerca freschezza, ma anche misura.

cocktail estate 2026, Martin Millers_Berjamor

Martini Bianco Spritz, l’aperitivo come linguaggio dell’estate italiana

Non c’è estate italiana senza aperitivo, e non c’è aperitivo senza una certa idea di rituale: il bicchiere al tramonto, qualcosa da condividere, il tempo che rallenta. In questo scenario Martini continua a muoversi su un territorio che gli appartiene da sempre, quello dello spritz e della convivialità, oggi raccontato anche attraverso Jonathan Bailey, nuovo Martini Man e volto di una campagna che celebra spontaneità, stile italiano e aperitivo contemporaneo.

Il Martini Bianco Spritz interpreta questa tradizione in chiave fresca e aromatica. L’incontro tra Martini Bianco, Martini Prosecco e soda restituisce un drink leggermente frizzante, profumato, meno amaro rispetto ad altri aperitivi e quindi adatto a chi cerca un gusto più morbido e floreale. La ricetta segue una costruzione semplice: 3 parti di Martini Prosecco, 2 parti di Martini Bianco e 1 parte di soda, con ghiaccio e guarnizione di limone, menta e fragola.

La sua forza sta nella riconoscibilità. Mentre la mixology contemporanea esplora ingredienti sempre più specifici, il Bianco Spritz conserva un linguaggio semplice, accessibile, quasi universale. È il cocktail da terrazza, da bar di quartiere, da pausa di fine giornata. Non ha bisogno di inseguire la novità a tutti i costi: la sua attualità sta nel rinnovare un gesto molto italiano, quello di incontrarsi intorno a un bicchiere.

cocktail estate 2026, martini spritz bianco

Tequila Ocho Plata, il cocktail Paloma torna protagonista

Se il Margarita è stato per anni il cocktail tequila più riconosciuto a livello globale, il Paloma è il drink che oggi sembra parlare meglio la lingua dell’estate. Agrumata, salina, effervescente, meno impegnativa e più dissetante, è una ricetta che mette al centro il pompelmo e lascia alla tequila il compito di dare struttura.

Con Tequila Ocho Plata, il Paloma punta su un distillato non invecchiato, dal profilo pulito e vivace. Al naso emergono miele, agave cotta, note erbacee di menta verde ed eucalipto; al palato frutta, dolcezza di agave, salinità e un finale speziato. Sono caratteristiche che dialogano bene con lime, agave e soda al pompelmo.

La ricetta lavora su 50 ml di Tequila Ocho Plata, succo di lime fresco, Agave Real, soda Ginnastic Grapefruit, ghiaccio, sale sul bordo del bicchiere e uno spicchio di pompelmo rosa. Il bordo salato, facoltativo ma consigliato, è più di una decorazione: amplifica la parte agrumata e rende il drink più gastronomico. Paloma Ocho è così un long drink immediato, ma con una profondità superiore alla sua apparente semplicità. Un cocktail da caldo vero, pensato per essere bevuto lentamente, con il ghiaccio che accompagna l’evoluzione del sorso.

cocktail estate 2026, paloma ocho

Matusalem Ron Insolito, il rum si veste di rosé

Il rosé non è più solo una sfumatura della cultura enologica. È diventato un codice estetico e di consumo: richiama l’estate, i rooftop, i beach club, l’aperitivo lungo, la leggerezza senza rinunciare alla personalità. Insolito di Ron Matusalem porta questo immaginario per la prima volta nel mondo del rum, presentandosi come rum rosé dal colore rosa Provenza con riflessi dorati e argentati.

Il suo profilo nasce da un processo particolare: rum bianchi affinati per quasi tre anni in botti che in precedenza hanno contenuto vino Tempranillo, poi assemblati con soleras selezionate di Gran Reserva 15 e filtrati delicatamente con carbone. Il risultato è un distillato che conserva la struttura del rum ma si apre a note di vaniglia, legno, frutta delicata, frutti rossi e liquirizia.

Il serve da tenere d’occhio è l’Insólita Paloma, che sposta il classico immaginario del Paloma su un territorio inatteso: non più agave e pompelmo soltanto, ma un’interpretazione in chiave rum rosé. Secondo la ricetta di Marc Alvarez, tra i bartender più apprezzati in Spagna e co-proprietario di SIPS Barcelona insieme a Simone Caporale, si costruisce in un calice da vino con 45 ml di Matusalem Insolito, 10 ml di sciroppo al miele, 60 ml di succo di pompelmo chiarificato e 90 ml di soda water; poi si mescola delicatamente con bar spoon e si guarnisce con basilico. Lo sciroppo nasce da 300 g di simple syrup e 300 g di miele; il pompelmo chiarificato da 1 litro di succo filtrato con 4 g di pectinasi, 24 ore di riposo e filtrazione su carta. È un’idea coerente con la versatilità del prodotto, pensato per rileggere i cocktail classici in versione rosé. In un’estate in cui il colore conta quasi quanto il gusto, Insolito intercetta bene il desiderio di drink scenografici ma non necessariamente strong, capaci di funzionare tanto al banco quanto in contesti più stagionali.

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In apertura, Jonathan Bailey, official Martini Man. Courtesy Martini

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