C’è tempo fino al 5 novembre per visitare la nona edizione del progetto di fotografia sociale RI-SCATTI al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano. Più di trecento fotografie mettono in luce le identità delle persone trans e il loro complesso percorso di affermazione di genere
DI REDAZIONE CLUB MILANO
23 October 2023
RI-SCATTI. Chiamami col mio nome è il titolo della mostra in programma fino al 5 novembre, ideata e organizzata dal PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano e da Ri-scatti ODV – l’associazione di volontariato che dal 2014 realizza progetti di riscatto sociale attraverso la fotografia – e promossa dal Comune di Milano con il sostegno di Tod’s.
Più di trecento fotografie realizzate da sedici persone transgender e non-binary, sia AFAB (Assigned Female At Birth) che AMAB (Assigned Male At Birth), di età compresa fra i 20 e i 65 anni, espongono l’ampio e sfaccettato universo dei percorsi di affermazione di genere.
I vari racconti che si ritrovano negli scatti in mostra si muovono su direttrici multiple. C’è un livello molto esplicito, che descrive la transizione, i cambiamenti del corpo, le medicine da prendere. C’è invece chi ha scelto un registro espressivo più poetico, simbolico e artistico, prediligendo soggetti evocativi con cui descrive il proprio stato d’animo: il risultato sono immagini che denotano calma e serenità contrapposte ad altre più cupe, ma sempre in una chiave molto personale e non descrittiva. Non manca talvolta un approccio da reportage, ma c’è spazio anche per una dimensione dalla quale emergono le difficoltà della transizione di genere, i complessi rapporti con la famiglia, con l’esterno e con se stessi. C’è tuttavia anche chi esprime con le proprie foto leggerezza e ironia, giocando in maniera scanzonata e provocatoria, e chi infine ha scelto di usare la fotocamera in ottica di confronto, raccontando la propria vita prima e dopo la transizione.
«Credo che l’identità nasca in un luogo dove non esistono parole, dove non si può spiegare tutto, dove, di fatto, non è necessario spiegare nulla. Succede che una persona cresca e si renda conto che, nonostante appartenga alla stessa specie di tutta quella gente che c’è lì fuori, possono esistere differenze inconciliabili tra una persona e l’altra, e la cosa peggiore di tutte è che possono esserci differenze emarginate, represse, perseguitate, stigmatizzate. Viviamo in una società in cui l’identità è segnata da questo tipo di proscrizione, per questo nasce la necessità di parlarne, di spiegarla e addirittura si genera un impegno “esibizionista” di risposta al tentativo della maggioranza di occultare o relegare a un piano patologico una differenza che infrange le frontiere della norma. Perché quindi raccontarla attraverso l’arte della fotografia? Per amplificare una voce che le è stata strappata dalle convenzioni che poco o niente hanno a che vedere con l’ambito sessuale» ha dichiarato Diego Sileo, Conservatore PAC Milano e curatore della mostra.
Sabato 28 ottobre, dalle ore 22 alle 3, arte, fotografia e musica elettronica si fondono grazie a Le Cannibale che porta al PAC i djset e i live di tre artist* transgender: in consolle la dj tedesca Bashkka, presenza costante al Berghain e dj resident del Blitz Club di Monaco; al suo fianco Ubi Broki, artista che rappresenta da oltre un decennio la scena queer e LGBTQ+ milanese, e il live set del progetto trasversale tra le arti performative e contemporanee Dafne.
La mostra è a ingresso gratuito. Le foto e il catalogo sono in vendita e l’intero ricavato sarà devoluto a sostegno dell’Associazione per la Cultura e l’Etica Transgenere (ACET) e dello Sportello Trans di ALA Milano Onlus.
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
Via Palestro 14, Milano