Fino al 18 ottobre il CityOval di Milano ospita Watch Art – Grand Exhibition 2026, la più ampia rassegna mai organizzata da Patek Philippe. Tra oltre 500 orologi e oggetti, capolavori storici, complicazioni, mestieri d’arte e sette serie limitate raccontano quasi due secoli di cultura orologiera e il rapporto speciale della maison con l’Italia
DI REDAZIONE CLUB MILANO
06 October 2026
Milano diventa per poco più di due settimane una delle capitali mondiali dell’orologeria. Al CityOval, l’ex Palazzo delle Scintille nel quartiere CityLife, Patek Philippe ha allestito Watch Art – Grand Exhibition 2026, settima tappa di un format itinerante che dopo Dubai, Monaco, Londra, New York, Singapore e Tokyo arriva per la prima volta in Italia. La mostra, aperta fino al 18 ottobre, occupa circa 2.900 metri quadrati e riunisce oltre 500 tra orologi, movimenti e oggetti d’arte.
Più che una vetrina di prodotto, il percorso prova a ricostruire l’ecosistema culturale e tecnico della manifattura ginevrina. Gli spazi evocano luoghi simbolici di Ginevra – dalla sede di rue du Rhône alla manifattura di Plan-les-Ouates fino al museo – e alternano collezioni contemporanee, documenti d’archivio, dimostrazioni dal vivo e sale dedicate alle grandi complicazioni. Il risultato è un racconto che mette sullo stesso piano ingegneria, decorazione e memoria storica.

Uno dei nuclei più interessanti arriva direttamente dal Patek Philippe Museum: oltre ottanta pezzi, alcuni risalenti agli esordi dell’orologeria europea, altri legati alla storia della maison. Tra questi figurano il primo orologio da polso con calendario perpetuo noto, presentato nel 1925, un Ora Universale del 1948 e un orologio da tasca del 1918 appartenuto al collezionista e industriale James Ward Packard. Una sezione dedicata ai “proprietari storici” raccoglie anche un pendente mostrato alla regina Vittoria alla Grande Esposizione di Londra del 1851 e un orologio con l’effigie di papa Leone XIII.
La parte tecnica consente invece di osservare da vicino movimenti, fasi produttive e ricerca applicata. Accanto alle supercomplicazioni, come il Calibre 89 e lo Star Caliber 2000, trovano spazio i segnatempo con suoneria, tra cui il Grandmaster Chime a venti complicazioni. La presenza di orologiai al lavoro sottrae l’esposizione alla sola contemplazione e mostra quanto, dietro un oggetto di lusso, resti centrale la componente manuale.
Lo stesso vale per i mestieri d’arte: smalto cloisonné, pittura miniata, incisione, microintarsio, guillochage e incastonatura sono raccontati attraverso esemplari unici e serie limitate ispirate all’Italia. Il riferimento a Milano emerge anche in due Ora Universale con il centro città raffigurato, di giorno e di notte, in smalto cloisonné.
Per la maison, l’appuntamento milanese ha anche un significato commerciale e simbolico: l’Italia è da tempo uno dei mercati di riferimento, e la mostra coincide con il lancio di sette serie limitate destinate al mercato italiano. Ma il valore dell’operazione va oltre la novità da collezionisti: portare fuori da Ginevra pezzi museali, archivi e competenze artigiane significa costruire un racconto pubblico dell’alta orologeria, rendendo visibile ciò che normalmente resta nascosto dietro casse, quadranti e meccanismi.

Patek Philippe. Watch Art – Grand Exhibition 2026
Dal 2 al 18 ottobre
CityOval, già Palazzo delle Scintille
Piazza Sei Febbraio, Milano
Con il patrocinio della Regione Lombardia, del Comune di Milano e del Consolato di Svizzera a Milano