Il nuovo capitolo della serie documentaria A Century of Tudor ripercorre la storia della Marchesa Carina Massone Negrone, prima donna in Italia a ottenere il brevetto di pilota e autrice di record aeronautici rimasti nella leggenda. Al centro del racconto anche gli orologi Tudor da lei indossati, oggi cimeli di famiglia e simboli di un’eredità “Born to Dare”
DI REDAZIONE CLUB MILANO
19 June 2026
Tudor dedica un nuovo documentario a una figura straordinaria dell’aviazione italiana: la Marchesa Carina Massone Negrone. Il film, intitolato La Pilota, è l’ultimo capitolo della serie A Century of Tudor e porta al centro della scena una donna che, con coraggio e determinazione, seppe spingersi oltre i limiti del proprio tempo, lasciando un segno ancora oggi riconoscibile nella storia del volo.
Nel 1933 Carina Negrone fu la prima donna in Italia a ottenere il brevetto di pilota. Un traguardo già di per sé eccezionale, soprattutto in un’epoca in cui l’aviazione era un territorio quasi esclusivamente maschile. Ma la sua storia non si fermò lì. Due anni più tardi, nel 1935, l’aviatrice italiana salì a bordo di un biplano con abitacolo aperto e raggiunse quota 12.043 metri, pari a 39.402 piedi, stabilendo un record mondiale per la massima altitudine raggiunta da un biplano a elica. Un primato che, secondo quanto riportato da Tudor, non è stato ancora battuto.
La sua impresa assume contorni ancora più audaci se si considera il mezzo utilizzato: un velivolo essenziale, lontano dalle tecnologie e dalle condizioni di sicurezza disponibili oggi, con una cabina aperta e l’esposizione diretta alle condizioni estreme dell’alta quota. Quella salita nei cieli del 1935 non fu soltanto un record sportivo, ma una dichiarazione di indipendenza, visione e tenacia.

Nel corso della sua carriera, la Marchesa Carina Massone Negrone stabilì altri sette record aeronautici. Tra questi, anche il primo e più veloce volo senza scalo da Brescia a Luxor, in Egitto: un tragitto completato in 13 ore e 34 minuti, mantenendo una velocità media di 299 chilometri orari. Numeri che raccontano la precisione, la preparazione e l’audacia di una pioniera capace di trasformare ogni volo in una nuova sfida.
Il documentario di Tudor non si limita però a ricostruire le imprese dell’aviatrice. La Pilota approfondisce anche il valore della memoria familiare e il legame tra gli oggetti e le storie che custodiscono. Carina Negrone, infatti, indossò per tutta la vita orologi Tudor. Quegli stessi segnatempo sono stati poi tramandati ai suoi nipoti e oggi rappresentano molto più di semplici cimeli: sono testimonianze materiali di un’esistenza vissuta all’insegna del coraggio.
Per Jos Bendinelli e Madalena Negrone, gli orologi della nonna racchiudono un’eredità personale e affettiva. Per Tudor, diventano anche il simbolo concreto di uno spirito che il marchio identifica con il proprio motto “Born to Dare”: nato per osare. La vicenda di Carina Negrone incarna infatti l’idea di superare i confini, aprire nuove strade e affrontare l’ignoto con determinazione.
Con La Pilota, Tudor riporta così alla luce una storia italiana di grande forza narrativa, in cui aviazione, memoria e orologeria si intrecciano. Il risultato è un racconto che celebra una protagonista fuori dal comune: una donna capace di guardare il cielo non come un limite, ma come uno spazio da conquistare.
