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ARTE

La Capitale dell’Arte Contemporanea 2026

Nel cuore della Sicilia occidentale, in provincia di Trapani, Gibellina è un piccolo comune dalla forte vocazione artistica. Quest’anno la città è Capitale italiana dell’Arte Contemporanea, titolo di grande rilevanza simbolica conferito dal Ministero della Cultura e nato per valorizzare progetti artistici innovativi e la relazione tra comunità, creatività e rigenerazione urbana

DI FRANCESCA MASOTTI

26 January 2026

Portami il futuro è il nome del programma della manifestazione. Per tutto il 2026, infatti, la città siciliana sarà abitata da una visione di futuro che metterà al centro bellezza, arte e cultura come valori condivisi e rigeneranti. Gibellina non è stata scelta a caso: è l’esempio per eccellenza di una città rinata, attraverso l’arte, dalle sue ceneri, quelle del terribile terremoto che nel 1968 la devastò insieme ad altre località della Valle del Belice. Parlare di futuro attraverso l’arte è, dunque, una scelta che in questo territorio assume un valore profondamente simbolico. Significa, appunto, riaffermare il legame tra cultura, memoria e ricostruzione, riconoscendo nella storia di Gibellina un paradigma universale secondo cui l’arte non è ornamento, ma fondamento di rinascita, responsabilità e progetto collettivo.

La cultura come valore universale

Nel corso dell’anno, Gibellina attiverà nelle sue strade, piazze e luoghi simbolici – ma anche su tutto il territorio del Belice e di Trapani – un progetto corale, un’opportunità per tutta la regione di riflettere sul ruolo della cultura come valore universale. Il potere dell’arte come strumento di rinascita e bene condiviso è il fil rouge delle tante attività che compongono la manifestazione: mostre, residenze artistiche, performance, conferenze, progetti educativi e attività comunitarie durante tutto l’anno. Eventi che attiveranno i luoghi simbolo della città e del territorio come il Teatro di Pietro Consagra, l’ex Chiesa di Gesù e Maria e il Museo d’Arte Contemporanea.

Arte e territorio: un legame indissolubile

La mostra di apertura Dal Mare. Dialoghi con la città frontale, del duo MASBEDO e dell’artista albanese Adrian Paci, è una riflessione sul Mediterraneo allestita nel Teatro di Pietro Consagra, il maestro dell’arte astratta che partecipò alla ricostruzione di Gibellina dopo il terremoto. Alla Fondazione Orestiadi, invece, ha da poco inaugurato un dialogo tra le opere di cinque artiste legate alla storia di Gibellina: Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo. Nell’ex Chiesa di Gesù e Maria, progettata dalla Vigo, si ammira l’installazione Austerlitz di Daniele Franzella. L’opera è parte di una mostra collettiva dedicata alla Collezione Elenk’Art, tra le più significative raccolte di arte contemporanea in Sicilia, di proprietà della famiglia Galvagno, che al MAC – Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao proporrà in seguito un focus sugli artisti siciliani della collezione.

MASBEDO, Resto. Installation view at Teatro di Pietro Consagra, Gibellina. Courtesy Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 (5) copia

MASBEDO, Resto. Vista dell’installazione al Teatro di Pietro Consagra, Gibellina. Courtesy Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026

Arte diffusa

Il Belìce - EpiCentro della Memoria Viva ospiterà installazioni di Philippe Berson e Rossana Taormina. I tradizionali prìsenti – arazzi devozionali realizzati in misto seta e cotone – della festa di San Rocco, patrono di Gibellina, diventeranno invece protagonisti di una mostra diffusa a partire da maggio, con drappi realizzati da grandi artisti contemporanei come Consagra, Boetti e Turcato. A giugno, il MAC e l’ex Chiesa di Gesù e Maria accoglieranno Domestic Displacement, una collettiva dedicata ai temi dello spostamento geografico, identitario e politico. Atteso anche l’artista cinese Liu Bolin con un progetto sui segni lasciati dai terremoti, che metterà in dialogo Gibellina e L’Aquila (Capitale Italiana della Cultura 2026).

Gli altri appuntamenti di Gibellina Capitale italiana dell’Arte Contemporanea

Accanto alle mostre, nel 2026 non mancheranno le residenze d’arte e i festival. Flavio Favelli, Sislej Xhafa, Francesco Lauretta, Luigi Presicce, il collettivo Stalker e Virgilio Sieni sono alcuni degli artisti del programma di residenze che darà vita a opere site-specific e interventi urbani e sociali nel territorio. Emilio Isgrò, Roberto Andò e Mimmo Paladino e Regina José Galindo sono, invece, gli ospiti di punta della sezione dedicata a teatro, performance, cinema e musica. Tra i festival da non perdere in occasione di Gibellina Capitale italiana dell’Arte Contemporanea spiccano Gibellina Photoroad (a giugno), il primo festival di fotografia e arti visive open air in Italia, che trasformerà la città in un museo a cielo aperto, e Orestiadi di Gibellina, (tra luglio e agosto), festival incentrato sul legame tra arte e teatro che ha profondamente segnato la storia della città.

Paladino Montagna di Sale, Mimmo Paladino_1

Mimmo Paladino, Montagna di Sale, 1992. Gibellina, Trapani. SIAE 2025
In apertura, Adrian Paci, The Bell tolls upon the waves. Vista dell’installazione al Teatro di Pietro Consagra, Gibellina. Courtesy Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026

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