La collezione Ranger di Tudor si amplia con nuovi modelli. Due le novità, la cassa da 36 mm e l’inedito quadrante Dune white. Quintessenza dell’orologio strumento, è progettato per affrontare l’estremo, grazie all’incontro fra vocazione all’avventura e innovazione tecnica di ultima generazione
DI REDAZIONE CLUB MILANO
24 November 2025
Tudor consolida una tradizione nata sul ghiaccio e proiettata oggi nel deserto.
Dai primi test estremi con la British North Greenland Expedition degli anni Cinquanta fino alle recenti imprese del Rally Dakar, il Ranger incarna l’idea dell’orologio strumento affidabile, capace di affrontare gli ambienti più ostili senza perdere un secondo.
La novità più evidente è l’introduzione del quadrante Dune white, una tonalità opaca ispirata alle dune del Quarto Vuoto saudita, una delle regioni più inospitali al mondo.
Accanto a questa variante cromatica debutta anche una nuova cassa in acciaio satinato da 36 mm, che si aggiunge a quella classica da 39 mm, ampliando le possibilità di scelta per chi cerca un segnatempo compatto ma robusto. In entrambe le versioni, la costruzione mantiene l’estetica essenziale che ha reso celebre la famiglia Ranger, indici dipinti con leggendaria luminescenza Swiss Super-LumiNova Grade A e lancette dedicate, con la caratteristica punta della lancetta dei secondi in bordeaux.
Semplicità, leggibilità e praticità sono le parole chiave di questo orologio, fedele allo spirito funzionale dei primi modelli Tudor dedicati all’esplorazione.
La finitura completamente satinata della cassa e del bracciale restituisce un aspetto opaco e tecnico, mentre dettagli lucidi come il bordo della lunetta valorizzano le linee della struttura.
La tradizione del cinturino in tessuto continua con una versione ad anello realizzata sugli storici telai jacquard della manifattura Julien Faure della regione di Saint?Étienne, nei toni naturali della terra.
Dal punto di vista tecnico, i modelli Ranger sono animati da Calibri di Manifattura MT5400 e MT5402, certificati COSC e dotati di spirale in silicio antimagnetica.
La precisione supera gli standard ufficiali, con uno scarto compreso tra –2 e +4 secondi al giorno sull’orologio finito.
A questo si aggiunge un’autonomia di circa 70 ore, ideale per chi ripone l’orologio nel weekend senza preoccuparsi della ricarica.
L’eredità del Ranger affonda le radici nel 1929, quando Hans Wilsdorf, fondatore di Rolex, registrò il nome, associandolo allo spirito dell’avventura.
L’estetica attuale, con i numeri arabi a ore 3, 6, 9 e 12, si consolida negli anni Sessanta e rimane ancora oggi un tratto distintivo della collezione.
Nel tempo, le varianti si sono evolute, ma il DNA del modello è rimasto invariato, un orologio solido, leggibile e pronto all’azione.
La storia dei test distruttivi condotti da Tudor su spedizioni reali testimonia la filosofia del marchio.
Durante la missione in Groenlandia, i membri della spedizione annotarono meticolosamente la precisione dei loro Oyster Prince, nonostante le temperature proibitive e l’uso sopra spesse giacche artiche.
Quell’approccio pionieristico è ancora oggi alla base della collezione Ranger, che continua a essere progettata come uno strumento affidabile e accessibile, coerente con il motto del marchio, Born To Dare.
