Dopo molteplici esperienze nell’alta cucina, hanno dato vita al loro sogno: un ristorante che fosse anche gastronomia, capace di riproporre i sapori più autentici della loro Campania. In via Orti è nato CreDa, un punto di riferimento per il quartiere a meno di un anno dall’apertura
DI SIMONE ZENI
18 February 2025
Crescenzo: Ci sono nato. La mia famiglia aveva una pasticceria, i miei primi giochi comprendevano farina, zucchero, nocciole e mandorle. Ho frequentato l’Alberghiero, lo stesso in cui, come ho avuto modo scoprire anni dopo, ha studiato Dario. Siamo infatti entrambi di Napoli, ma non c’eravamo mai visti. Conclusi gli studi sono andato all’estero.
Dario: Dopo l’Alberghiero ho proseguito gli studi all’Alma. Poi ho avuto modo di fare esperienza accanto ad alcuni dei più noti nomi del panorama fine dining nazionale, da Enrico Crippa a Carlo Cracco. A Milano ho successivamente lavorato da Il luogo di Aimo e Nadia, per poi diventare lo chef di Voce Aimo e Nadia presso Gallerie d’Italia.
Dario: Proprio da Voce Aimo e Nadia. Crescenzo rientrava in Italia e cercava lavoro. Ho deciso di assumerlo e da lì è rimasto nella brigata per circa un anno.
Crescenzo: Ho iniziato a lavorare a La Cucina Italiana. Quando l’executive chef ha deciso di andarsene su di me è ricaduta molta responsabilità. In questa parte della storia sono stato io ad assumere Dario, che aveva lasciato Voce Aimo e Nadia. Abbiamo lavorato a La Cucina Italiana per un paio d’anni accorgendoci di come in città crescesse sempre di più la richiesta di personal chef. Abbiamo iniziato quindi a lavorare anche su quel fronte.
Dario: Abbiamo iniziato a pensarci circa due anni fa, per poi aprire nella primavera 2024. Volevamo qualcosa che ci assomigliasse. Certamente i dubbi erano molti e Crescenzo era inizialmente titubante. Anche io avevo le mie paure: aprire un ristorante a Milano è un grande impegno da ogni punto di vista ed io e mia moglie avevamo avuto da poco nostra figlia. Periodicamente tornava pero? a farsi sentire dentro di me una gran voglia di provarci.
Crescenzo: Fino a quando non ci siamo convinti. Abbiamo visto diverse location. Poi siamo arrivati a questa in via Orti. La prima volta l’abbiamo vista solo da fuori, con il suo dehors riparato da una siepe, intimo e ben visibile al contempo. Abbiamo capito che era il posto giusto ancor prima di vedere gli interni, dove si trovava in precedenza una storica pasticceria. Gli spazi della cucina erano invece occupati da una lavanderia chiusa da anni.
Crescenzo: Benissimo. La clientela innanzitutto, che ci ha già eletto a punto di riferimento, sia in settimana sia di domenica, quando qui si ritrovano amici e famiglie. Anche i commerciati di zona ci hanno riservato un’ottima accoglienza.
Dario: Notavamo come l’alta cucina ci stesse procurando stanchezza e disinnamoramento per questo lavoro. Abbiamo iniziato così a concentrarci su ciò che ci faceva stare bene: nel privato e nei momenti con gli amici cercavamo entrambi i sapori di casa. CreDa vuole esprimere proprio questo, per noi e per le persone che vogliono venire a trovarci: proponiamo una cucina della memoria che sia innanzitutto buona, in cui la bellezza del piatto, che ha certamente la sua importanza, non sia l’unico valore.
Dario: Abbiamo un banco che ogni giorno propone prelibatezze. Chi si siede al tavolo può scegliere dal menu della cucina ma anche da quello della gastronomia. Vediamo come quotidianamente le due offerte siano complementari: chi viene qui a pranzo spesso acquista qualcosa da consumare a casa per cena, così come chi prova i nostri prodotti d’asporto, torna per provare i piatti espressi.
Via Orti 12
L’intervista a Crescenzo Molando e Dario Pisati è stata pubblicata su Club Milano 73