Made in Tuscany, visione internazionale e una solida eredità familiare. Tutto questo è Alessandro Bini Tessuti d’Italia. Niccolò Bini, General Manager delle divisioni tessili, ci introduce in una realtà che veste spazi prestigiosi in tutto il mondo, portando l’eccellenza nel cuore dell’architettura
DI GIULIANO DEIDDA
04 February 2026
La peculiarità principale è che i nostri tessuti sono esclusivamente made in Italy, anzi made in Tuscany. L’italianità dei nostri prodotti è sinonimo di qualità elevata. Il nostro valore è il risultato dell’esperienza di mio padre, che la lavorato per diverse aziende prima di fondare la sua. Oggi lavoriamo con 90 paesi in tutto il mondo. La nostra azienda si rivolge agli studi di architettura e design a livello globale. I nostri prodotti sono inclusi nei migliori progetti in assoluto. Abbiamo tre linee di tessuti, indoor, outdoor e antifiamma con certificazione, dedicata al settore hospitality. Tutte le fasi, dalla ricerca dei materiali allo studio dei disegni, fino ai finissaggi, sono gestite internamente. Questo non esclude però la collaborazione con professionisti del settore esterni. Per ottenere il massimo, effettuiamo tantissime prove, sia per la qualità che per il colore. Naturalmente, la nostra azienda presta particolare attenzione all’economia circolare e alla sostenibilità. Dal momento che produciamo tutto in Italia, abbiamo standard a tutela dell’ambiente molto elevati.
È una sfida costante. Fondamentalmente è bello. Pensare di costruire qualcosa di importante con le persone più vicine comunque non è sempre facile. Avere accanto persone di fiducia è fondamentale in un’azienda come la nostra. Abbiamo ruoli diversi adatti alle caratteristiche di ognuno. Mio padre fa da collante e gestisce tutto a livello generale. Mio fratello (Simone Bini, NdR) si occupa della parte Contract. Io mi occupo invece dei tessuti in tutti i sensi, in particolare dal punto di vista commerciale per i mercati esteri.
Sono il general manager delle divisioni tessili. Il mio ruolo comprende sia la parte commerciale che lo studio e lo sviluppo dei prodotti. Per questo lavoro con il design team interno e con i collaboratori esterni. Parte tutto da noi comunque, che si tratti di progetti o customizzazioni.
Mi piace relazionarmi con i clienti e ho una forte passione per lo sviluppo di prodotti nuovi. Per me la più grande soddisfazione è seguire un prodotto dall’inizio e vederne il successo.
L’Europa è un mercato di riferimento. Ora l’azienda si sta espandendo sempre più negli Stati Uniti, dove troviamo un consenso molto alto nei confronti del made in Italy. Per gli americani i prodotti italiani hanno un valore, per cui sono disposti a pagare il giusto prezzo. Si tratta di un paese con una ricchezza diffusa, un mercato importante per tutto. Anche il Regno Unito è estremamente rilevante per noi, dal momento che gli inglesi utilizzano parecchi tessuti per l’arredamento.
Vorremmo rafforzare la presenza in Asia, vista la crescita in tutti i settori. Anche l’Africa, che è un continente ancora vergine, inizia a essere teatro di affari importanti, a cominciare dalla Nigeria, il paese più ricco, ma anche Angola, Nord Africa, Ruanda, Congo.
Abbiamo iniziato l'anno partecipando a Paris Déco Off, appuntamento specifico per il tessile, con due showroom, uno per riva della Senna. Saremo poi presenti in due fiere a Londra. La prima, la Clerkenwell Design Week, che avrà luogo a maggio, è interessante per il settore hospitality. A ottobre sarà il turno di Decorex, invece, più legata al residenziale. Abbiamo già esposto a entrambe ed è andata molto bene. Sono eventi frequentati da studi molto importanti, del resto tutti i ricchi del mondo hanno casa a Londra. Naturalmente a aprile saremo presenti a Fuorisalone durante Milano Design Week. Presenteremo 18 nuovi prodotti nei tre segmenti casa, outdoor e antifiamma. La location che abbiamo scelto è la Chiesa Cristiana Protestante che si trova a Brera, in via Marco de Marchi 9, all’angolo con via Montebello. Si tratterà di un allestimento importante.