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FOOD

L’antica arte del gelato

Dal gusto al vino medievale di Misciolgo al cioccolato con rosmarino di Naninà, dai frutti ripieni di polpa-gelato della Bottega ai cornetti per vegani firmati Souvenir D’Italie fino ad arrivare ai sorbetti al Cabernet della gelateria Paganelli, ecco gli ice-cream must eat da gustare in città.

DI Camilla Sernagiotto

28 July 2014

C’è chi è della filosofia “forrestgumpiana” per cui la vita è come una scatola di cioccolatini e chi, invece, preferisce metaforizzare l’esistenza con una bella vaschetta di gelato ripiena dei più svariati gusti. Non sai mai cosa ti capiterà nel cucchiaio, se succulente creme oppure note fruttate, ma il bello della vita (e del gelato) è proprio la sua imprevedibilità.

Per gli ice-cream addict alla ricerca di esperienze uniche di fresca scioglievolezza, Milano ha in serbo sorprese da leccarsi i baffi. Della serie “in gelato veritas”, gli enofili più incalliti non si lascino scappare il bouquet delle coppette marcate Misciolgo e Paganelli, due gelaterie in cui il gusto protagonista è quello dell’uva, ma in tutte le sue alcoliche varianti: dal gelato di Paganelli a base d’ippocrasso (antica bevanda speziata di origine greca preparata con il vermouth) ai sorbetti al Sangue di Giuda, Cabernet, Moscato giallo e Lacrima di Morro d’Alba di Misciolgo, benvenuti nelle “cantine-gelaterie” in cui l’enologia si sposa con l’antica arte gelatiera.

Chi teme l’etilometro ma non la bilancia, invece, si prepari a una full immersion di cacao puro nei templi eretti al Dio cioccolato. Si può incominciare venerando il delizioso ciocco-rosmarino de I gelati di Naninà in via Foppa per poi passare al sorbetto al cacao Theobroma 1794 di Cioccolati Italiani i cui coni, dulcis in fundo nel vero senso del termine, sono riempiti di cioccolato fuso fondente, al latte o bianco. I “sorbettohaolic” non possono non lasciarsi avvolgere il palato dal “chocosorbetto” de Le botteghe di Leonardo in via Solari, servito con miele di lavanda, pera, zabaione e marron glacé.

Il massimo in materia di cacao è, come recita il nome, Il Massimo del Gelato, una boutique icecreameria che offre una gamma di dieci gusti al cacao in continua variazione, più classici intramontabili come il cioccolato hot al peperoncino, quello glamour con la foglia d’oro e lo spicy alla cannella. Un altro speziatissimo chocolate è quello che fa gli onori di casa da Artico, la gelateria in zona piazza Fidia che sembra uscita da Williamsburg: mattoncini a vista, pavimenti industriali recuperati, indie rock in filodiffusione e delizie artigianali come il cioccolato ai sette pepi e il fondente tempestato di cristalli di sale rosa dell’Himalaya. Da Gelato Giusto, invece, il grande protagonista è il burro di cacao, l’ingrediente utilizzato al posto del latte e della panna per assicurare cremosità e gusto sopraffino agli intolleranti al lattosio. Anche la Gelateria Prossima Fermata ha un occhio di riguardo per gli intolleranti e i vegani: qui la frutta e le creme sono preparate solo con acqua, senza usare latte o altri derivati animali. Scelta eticamente veggie condivisa da Souvenir D’Italie in via della Moscova, dove dal fior di menta al sorbetto alla pesca fino ad arrivare al gelato alla cassata siciliana, tutto è rigorosamente milk free. Per portare un cadeau gustoso e originale a casa di amici, La Bottega del gelato di via Pergolesi è il posto ideale in cui farsi confezionare succulenti frutti ripieni di gelato preparato con la polpa stessa. Un figurone assicurato ve lo garantirà anche una vaschetta griffata La Gelateria della Musica, uno dei locali più apprezzati dai gourmet meneghini tanto da dover munirsi di numerino come in macelleria. Un potpourri di pistacchio tostato, cardamomo, zenzero e stracciatella inversa vi addolciranno indubbiamente la serata, mentre un mix di gusti stravaganti composto da paneburro-e-marmellata, basilico profumato al limone e ricotta al profumo d’agrumi renderanno la pausa gelato un momento di sperimentazione pura. Nonostante Milano non sia storicamente considerata la culla del gelato, la cui invenzione viene piuttosto attribuita a Roma (gli antichi Romani erano soliti concludere i pasti con i cosiddetti “nivatae potiones”, dessert freddi di frutta), Firenze (dove nel Cinquecento sarebbe nato il gelato moderno, quello preparato con latte, panna e uova) e nella romantica Paris del Re Sole presso cui il gentiluomo palermitano Francesco Procopio dei Coltelli aprì i battenti del primissimo caffè-gelateria della storia (il tuttora celeberrimo Café Procope), la capitale della moda si sa difendere bene a colpi di fiordilatte e stracciatella. E, per una volta tanto, se ne frega della linea.

INDIRIZZI

Gelateria Paganelli

via Adda 3

Misciolgo

via Benedetto Varchi 4

Cioccolati Italiani

via De Amicis 25

Il Negozietto del Gelato

alzaia Naviglio Pavese 6

Le botteghe di Leonardo

via Solari 43 e via Borsieri 11

La Bottega del gelato

via Pergolesi 3

Gelato Giusto

via San Gregorio 17

Il Massimo del Gelato

via Castelvetro 18

piazza Risorgimento ang. Pisacane

La Gelateria della Musica

via Pestalozzi 4

Artico

via Luigi Porro Lambertenghi 15

Gelateria Prossima Fermata

via Melchiorre Gioia 131

Souvenir D’Italie

via Della Moscova 39

In apertura: I gelati-stecco artigianali firmati Le Botteghe di Leonardo.

Di seguito: Gli interni di Massimo del Gelato, con rifiniture di pregio e quadri di marchesi e duchi del Settecento che gustano coni e coppette.

Articolo pubblicato su Club Milano 21, luglio – agosto 2014. Clicca qui per scaricare il magazine. 

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