Nel 2026 Fondazione Prada si conferma centro nevralgico di una programmazione culturale ambiziosa e multidisciplinare. Mostre site-specific, progetti di ricerca, cinema, musica ed educazione delineano un anno concepito come laboratorio di idee, capace di interrogare criticamente il presente e le sue trasformazioni.
DI REDAZIONE CLUB MILANO
07 January 2026
Nel 2026 la sede milanese di Fondazione Prada si propone come uno spazio di sperimentazione continua, in cui arte, pensiero critico e ricerca interdisciplinare si intrecciano per offrire una lettura complessa della contemporaneità. Come sottolineato da Miuccia Prada, l’istituzione intende operare come una piattaforma dinamica, capace di riconfigurarsi in risposta ai mutamenti sociali e culturali, coinvolgendo artisti e intellettuali di generazioni e provenienze diverse.
Il programma espositivo si apre il 29 gennaio con Over, under and in between, progetto site-specific di Mona Hatoum concepito per gli spazi della Cisterna. La mostra, articolata in tre installazioni autonome ma dialoganti, affronta temi di instabilità, pericolo e fragilità attraverso elementi ricorrenti nel vocabolario dell’artista – la ragnatela, la mappa e la griglia – sollecitando una riflessione profonda sulla precarietà dell’esistenza e sul rapporto fisico tra opera, spazio e visitatore.

Ad aprile è la volta di Dash di Cao Fei, un articolato progetto multimediale che nasce da una lunga ricerca sul campo tra Cina e Sud-Est asiatico. Fotografia, video, realtà virtuale e materiali d’archivio si combinano per analizzare l’impatto della smart agriculture e degli algoritmi sul lavoro umano, sul territorio e sulle dinamiche tra aree rurali e urbane, mettendo in luce le contraddizioni della rivoluzione tecnologica in un contesto segnato da crisi climatica e invecchiamento demografico.
Da novembre, il Podium ospita Global Antiquity, progetto di ricerca a cura di Salvatore Settis e Anna Anguissola con allestimento di Rem Koolhaas e AMO/OMA. La mostra propone una rilettura delle interazioni tra Mediterraneo, Africa orientale e Asia tra il 600 a.C. e il 900 d.C., evidenziando reti di scambi culturali orizzontali e reciproci. Il confronto tra i concetti di “globalità” antica e “globalizzazione” moderna offre una chiave critica di grande attualità.
All’Osservatorio, Hito Steyerl presenta The Island, progetto che intreccia cinema, installazione e oggetti per affrontare temi urgenti come l’uso politico dell’intelligenza artificiale, le derive autoritarie e la crisi climatica, riorganizzando tempo e spazio attraverso riferimenti alla fisica quantistica e alla fantascienza. A fine anno, lo spazio accoglie una nuova collaborazione con Cyprien Gaillard, incentrata sulla progressiva scomparsa dello spazio pubblico e sulle tensioni tra conservazione e speculazione urbana.
Accanto alle mostre, il Cinema Godard rafforza il ruolo di Milano come polo cinematografico con un programma concepito come festival permanente: nuove uscite, classici restaurati, retrospettive e incontri con protagonisti del cinema e delle arti visive. Prosegue anche il sostegno al cinema indipendente attraverso il Fondazione Prada Film Fund.

La programmazione si completa con musica sperimentale, attività editoriali, progetti educativi come l’Accademia dei bambini e iniziative di ricerca scientifica quali Human Brains. Nel suo insieme, il 2026 milanese di Fondazione Prada si configura come un ecosistema culturale aperto, capace di connettere linguaggi diversi e di stimolare uno sguardo critico sul mondo contemporaneo.