Loading...

CITTÀ

Reale e invisibile, Milano per Dino Buzzati

Milano per Dino Buzzati è insieme realtà frenetica e luogo dell’anima, dove l’ordinario si incrina lasciando filtrare il fantastico. La mostra Dino Buzzati e l’Aldilà al Laboratorio FAAM fino al 6 aprile racconta questo doppio viaggio tra città e mito, montagne e immaginazione, ricreando il suo universo poetico

DI ALESSANDRA CIOCCARELLI

09 February 2026

Reale e immaginaria, quotidiana e misteriosa è la Milano di Dino Buzzati, considerato tra i più grandi scrittori fantastici del Novecento. Bellunese d’origine e milanese d’adozione, Buzzati a Milano ha trovato la sua casa e la sua fonte di ispirazione e ce ne ha restituito un ritratto poetico e ironico. Lo scrittore ha vissuto intensamente la città, percorrendone le strade con passo rapido e sguardo curioso e, al contempo, l’ha trasformata in un luogo simbolico, sospeso tra realtà e mistero. Come raccontano i suoi quadri e i suoi libri la città è concreta e insieme visionaria, ma spesso i confini tra realtà e immaginazione sfumano.

Uno dei primi luoghi della sua geografia personale è via Solferino 28, sede del Corriere della Sera: qui Buzzati entra nel 1928, diventando nel tempo cronista, inviato, caporedattore ed editorialista. La redazione diviene il suo osservatorio privilegiato, dalle finestre del palazzo Liberty scruta Milano dall’alto, immobile e tesa, “come in un presagio”, dirà parlando dell’ispirazione per Il deserto dei Tartari. I corridoi silenziosi, le scale interminabili di marmo, le rotative che vibrano nel seminterrato… Tutto contribuisce a creare quella Milano verticale, severa e anche un po’ labirintica e misteriosa che ritorna nei suoi racconti. In Sette piani ad esempio l’ospedale che inghiotte il protagonista sembra un riflesso della città burocratica e razionale degli anni Trenta.

A pochi passi dal giornale, si trova Brera, il quartiere che più di ogni altro gli appartiene: qui Buzzati vive, dipinge, osserva. Lo scrittore e artista frequenta l’Accademia, gli atelier, i caffè dove si discute fino a tardi, le vie strette, i cortili nascosti. Le botteghe d’arte diventano scenografie ideali per il suo sguardo sospeso tra realtà e incanto. Nei suoi dipinti – La città che sale in omaggio a Boccioni ad esempio – Milano appare come una creatura viva, in trasformazione, dove architettura e sogno si fondono. E anche il Teatro alla Scala, che Buzzati vive come cronista culturale, diviene un luogo simbolico dove osservare il confine sottile tra palcoscenico e vita, un vero organismo pulsante, elegante, disciplinato, ma fatto anche di attese, trionfi, tensioni e cadute e capace di improvvisi slanci emotivi. La città che fuori dal teatro – “le vie che scorrono come fiumi”, scriverà in Un amore – diventa lo sfondo perfetto per le passioni tormentate dei suoi personaggi.  E non è un caso che alcune sue opere pittoriche – come La scala magica – evochino proprio quell’atmosfera sospesa, dove la musica diventa architettura e l’architettura diventa sogno.

Dino Buzzati Mostra Milano 2026

Tavole da Poema a fumetti esposte nella mostra Dino Buzzati e l’Aldilà

Ma la Milano di Buzzati non è solo un luogo fisico, è anche una città interiore, popolata da presenze che sfuggono alla logica. È la Milano dei tram notturni che diventano varchi inattesi, delle vie deserte che sembrano trattenere il respiro, dei portoni che nascondono universi visionari. Ne I miracoli di Val Morel, i cortili milanesi – microcosmi chiusi, pieni di echi – diventano un teatro di apparizioni. In Notte d’inverno a Milano, la città è “una creatura che respira piano”, fragile e poetica. Ad emergere è il ritratto di una Milano solitaria, incalzante, a tratti inquietante, ma che ogni tanto si ferma, come sospesa, e lascia intravedere un varco magico e dove un dettaglio può diventare destino.

La mostra che omaggia Buzzati a 120 anni dalla sua nascita

Dal 29 gennaio all’aprile 2026, la Fondazione Mondadori, all’interno del programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, rende omaggio a Buzzati con la mostra Dino Buzzati e l’Aldilà. Milano e le montagne, da Poema a fumetti al film Orfeo proprio a Brera, suo quartiere d’elezione. Il Laboratorio FAAM ospita una mostra immersiva, il cui allestimento è curato da Virgilio Villoresi e Lorenzo Viganò, e ispirato a L’eterno ritorno di Orfeo di Villoresi, tratto da Poema a fumetti (1969), testamento artistico di Buzzati e prima graphic novel italiana.

I visitatori potranno riscoprire la duplice identità di Buzzati, capace di tenere insieme in una dimensione metafisica e spirituale l’universo di Milano e le Dolomiti, la città raccontata nei suoi romanzi e negli articoli per il Corriere e la montagna, destino e metafora del limite umano, protagonista di opere come Bàrnabo delle montagne e Il segreto del Bosco Vecchio.

Virgilio Villoresi Orfeo film 2025

Immagine dal film di Virgilio Villoresi Orfeo (2025). Foto courtesy Double Line

Informazioni 

Dino Buzzati e l’Aldilà. Milano e le montagne, da Poema a fumetti al film Orfeo
A cura di Virgilio Villoresi e Lorenzo Viganò per Fondazione Mondadori
Fino al 6 aprile 2026
Laboratorio FAAM, via Marco Formentini 10, Milano
Ingresso gratuito

ARTICOLI CORRELATI


Iscriviti alla nostra newsletter
Utilizziamo i nostri cookies, e quelli di terzi, per migliorare la tua esperienza d'acquisto e i nostri servizi analizzando la navigazione dell'utente sul nostro sito web. Se continui a navigare, accetterai l'uso di tali cookies. Per saperne di più, consulta la nostra Politica sui Cookies.