DI Samantha Colombo
16 April 2014
Il Mi Ami è così: ogni volta atteso e sorprendente, proprio come l’estate, pronto ogni anno a instillare linfa vitale sulle rive dell’Idroscalo, tra suoni e colori, in un viavai incessante di musicofili e curiosi. Il festival di Milano quest’anno battezza la decima edizione, con tre giorni durante i quali musicisti, illustratori e fumettisti tra i più importanti d’Italia saranno protagonisti.
Del resto, da ormai un decennio, il festival ideato e curato in ogni dettaglio dal portale musicale Rockit è un appuntamento fisso, sempre più ricco e articolato, un punto di riferimento nell'estate della città. “Da parte nostra spero che sia stato bellissimo e importante per Milano”, raconta Stefano “Fizz” Bottura di Rockit, ideatore del Mi Ami e, con Carlo Pastore, direttore artistico. “Ogni inizio estate, anno dopo anno, capisci che la gente se lo aspetta, il Mi Ami: è diventato un qualcosa di così naturale e ovvio che si tende a non ricordare più com’era quando non c’era. La sua forza, vittoria e bellezza è proprio quella di essere diventato un appuntamento regolare e sempre bello. La sostenibilità nel corso degli anni, la regolarità e credo, spero, il livello sempre alto della proposta è stato importante per farlo essere un qualcosa di veramente unico”.
Anche quest’anno, il parco del Circolo Magnolia ospita infatti i diversi palchi del Festival: dal Sandro Pertini, main stage pronto a illuminare la notte milanese, al bucolico palco La Collinetta, sponsorizzato Jack Daniels, senza trascurare La Torcida, location nelle quali si avvicenderanno concerti e dj set dal tardo pomeriggio alle prime luci del mattino. Da un palco all’altro, sentieri disseminati degli stand di etichette indipendenti, artisti, artigiani e quant’altro la creatività possa concepire, completano l’atmosfera. Perché il Mi Ami non è solo e semplicemente musica (come se fosse poi poco): al suo interno è infatti presente il Mi Fai, dove si raccolgono le esperienze di illustratori e artisti dal talento indubbio.
“Teniamo ben presente che, anche se ci fosse solo musica, sarebbe un evento culturale lo stesso: questa è una cosa che spesso si tende a mettere in secondo piano”, sottolinea Stefano. “Quando parli di musica sembra si tratti di giovani che si divertono e basta, ma la musica rock, pop, elettronica è comunque cultura contemporanea ed è importante che ci sia e sia riconosciuta. Dopodiché, il Mi Fai è il nostro fiore all’occhiello: al suo interno convergono anche molti dei gusti personali delle persone che lo fanno, come possono essere i miei verso i fumetti e le illustrazioni. Al Mi Fai quest’anno ci saranno tanti artisti incredibili e la cosa bella è che, se vai a curiosare tra le scalette degli anni passati, vedi che ne è passata di gente veramente importante: non è tanto scouting, ma è proprio dimostrare di essere attenti a quello che sta succedendo, dando risalto alle cose più interessanti”.
Il Mi Fai ospita infatti ben undici nomi del fumetto e dell’illustrazione, come Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, fondatore dell’evento e che, quest’anno, diventerà ritrattista dei fortunati avventori. Con lui ci saranno anche i reportage a fumetti firmati da Lucia Whena Biagi e le creazioni del Collettivo Mammaiuto, che sarà ospite del festival, oltre ai numerosi altri. Sarà curata dal Mi Fai anche un’esposizione del decennio festivaliero, immortalato nel tempo su dei grandi pannelli, mentre ci sarà spazio anche per un concorso: sul tema di #valetutto (hashtag ufficiale del festival) sarà possibile vincere un biglietto per lo Sziget Festival di Budapest, viaggio incluso.
Sempre a tema di illustrazione, la copertina del festival è formata quest’anno da Alessandro Baronciani, autore dei baci grafici della prima edizione.
“Il Mi Ami ha avuto un’evoluzione molto naturale, non è stata forzata o gasata artificialmente come spesso succede oggi: è stato un crescere passo dopo passo, anno dopo anno. Si è visto anche come numero di spettatori, dai tremila della prima edizione, si è passati a sei dieci, quindici, un boom di venti e poi ci siamo stabilizzati tra i quindici e diciassette, anche in base al tempo”, ricorda “Fiz”. “La difficoltà maggiore è quella di gestire un flusso di persone grosso, siamo cresciuti anche noi insieme al festival: da scappati di casa che organizzano un festival senza quasi essere capaci di farlo, poi si impara una professionalità e ci si accorge che molti dettagli sono importanti, dall’accoglienza delle band a quella del pubblico, ai punti bar, il numero di bagni che deve essere adeguato, ci sono un sacco di cose che si imparano per garantire la vivibilità del festival. Per cui la crescita è andata di pari passo con la nostra, per questo sono molto contento.”
Dal sole battente dei pomeriggi di giugno agli acquazzoni improvvisi, sono innumerevoli i nomi che comnpaiono sul cartellone del Mi Ami 2014: Tre Allegri Ragazzi Morti, Paletti e il Pan Del Diavolo il venerdì, gli Zen Circus e il Triangolo il sabato, Pierpaolo Capovilla, Green Like July, Pocket Chestnut e There Will Be Blood la domenica, sneza trascurare il dj set di Rockit All Stars, in una line up infinita e con qualche tassello ancora da riempire.
L’appuntamento è il primo di giugno e come ogni anno c’è un’unica soluzione per scoprire il Mi Ami: viverlo.
MI AMI 2014
6-7-8 giugno
Circolo Magnolia
via Circonvallazione Idroscalo, 41 - Segrate (Milano)
Info, prevendite e programma completo: www.rockit.it/miami/2014